Lilypie First Birthday tickers

Lilypie First Birthday tickers

martedì 18 maggio 2010

Patate al latte

Eccomi qua finalmente con una ricetta, nata per caso. Avanzava Un po' di latte...che farci? Non avevo voglia di torte o dolci, cerca cerca e trovo una singola patata abbandonata e il gioco è fatto: latte e patata!
Ricetta italianizzata del "gratin dauphinois" un must della cucina francese, che è molto più ricco perché ci va la panna, diciamo che il mio è più light.
Qui troverete le dosi microscopiche per due persone (il mio scopo era finire gli avanzi!) basta aumentarle per ottenere lo stesso risultato sfamando più bocche.

  • 1 patata a pasta bianca
  • 200 ml di latte
  • 1 spicchio d'aglio
  • 20 g parmigiano reggiano
  • sale e pepe
  • burro

Scaldare il latte in un pentolino con lo spicchio d'aglio sbucciato e un po' schiacciato per permettere di far uscire il suo sapore.

Tagliate la patata a fettine rotonde sottilissime, io mi sono aiutata con la lama per fare più in fretta, salarle grossolanamente.

Quando il latte bolle salare, pepare, grattuggiare un po' di noce moscata (se piace), aggiungere le patate e il parmigiano grattuggiato.

Far cuocere per 20 minuti a fuoco basso. Attenzione! Tende ad attaccarsi, quindi mescolate frequentemente.

Una volta pronto versare il tutto in una pirofila precedentemente imburrata e cospargete la superficie con fiocchetti di burro.

Infornare a 280° per 1 ora.

Alla fine deve risultare dorato, quindi se necessario a fine cottura accendere il grill.

mercoledì 12 maggio 2010

NOSTOS


Siamo tornati ormai da una settimana, ma riambientarsi non è così semplice come pensavo. Il tempo perennemente uggioso non aiuta, ma a prescindere da questo il nostro cuore è rimasto là a Tanguièta.


E' difficile per me ricominciare a parlare di cibo. Dopo aver vissuto sei mesi in un paese poverissimo dell'Africa il mio rapporto con il cibo è sicuramente cambiato. Noi volontari eravamo dei privilegiati perché avevamo tre pasti assicurati al giorno e una o due volte la settimana potevamo mangiare anche la carne. Ma comunque per me sono stati mesi sofferti dal punto di vista alimentare. Chi mi conosce sa che mi piace mangiare e mangiare bene.

Lì a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli non c'era molta varietà di cibi, frutta e verdure, quindi anche avendo le risorse economiche per poter acquistare non c'era molta scelta.

La mancanza di varietà col passare dei mesi a fatto passare il piacere della tavola e sia io che Paolo andavamo a mangiare solo perché dovevamo nutrirci, senza nessuna soddisfazione.

Va detto anche che noi non siamo persone difficili e schizzinose, infatti i primi due mesi eravamo entusiasti del cibo semi-occidentale che ci veniva servito, ma dal terzo mese in poi eravamo saturi di riso e pasta con la passata di pomodoro sempre uguale ogni giorno.

Le quantità anche non erano quelle a cui siamo abituati qui; era per noi normale alzarci da tavola con il senso di fame ancora nello stomaco.

Non lo dico per impietosire, ma perché questo è quello che abbiamo vissuto e voglio anche specificare che nessuno dei volontari è mai morto di fame a Tanguièta.

Questo vuol dire che mangiare di meno si può e il nostro organismo sicuramente non ne risente, anzi ne può trarre solo giovamento.

Se invece si usciva dalla casa dei volontari, allora lì sì che si incontrava la fame vera. L'ospedale aveva aperto un centro apposito per i bambini malnutriti ed era sempre affollato.

La malnutrizione è una piaga dilagante in Benin, i bimbi malnutriti erano di tutte le eta anche piccolissimi, neonati di mamme malnutrite anche loro.

Vedere un bimbo malnutrito era come vedere un fantasma, occhi persi nel vuoto, solo pelle e ossa...inspiegabile a parole e nessuna foto può rendere quello che si prova davanti a loro.

Non voglio tediare, ma cercare di far capire perché ora il mio rapporto con il cibo sia cambiato, perché mi sono disgustata davanti ad amici che trangugiavano avidamente patatine e mi sono ritrovata a piangere quando sono entrata per la prima volta al supermercato, che mi è sembrato troppo, eccessivo, volgare, un insulto al resto del mondo che muore di fame.

Ma questo è il primo impatto, ho ricominciato a cucinare a casa cose semplici ma dai sapori buonissimi, non certo degne di essere messe su un blog di cucina, ma vi assicuro che il panino crudo e crescenza che abbiamo mangiato oggi ci sembrava degno di un re!


domenica 9 maggio 2010

TORNATI!

Eccoci qui di ritorno!
la freddissima Milano ci ha accolto con una pioggia abbondante, che poco ricordava la benedizione delle piogge africane!
Pensavo di morire dal freddo passando dai 40° di Tanguièta ai 10° di Malpensa....
Abbiamo per l'ultima volta salutato persone luoghi, odori e sapori che rimarranno indelebilmente scolpiti dentro le nostre menti e i nostri cuori ed ora siamo qui, pronti a voltare pagina e a ricominciare a scrivere qualcosa di nuovo con la consapevolezza del vecchio.
Africa a bientot!

domenica 4 aprile 2010

Buona Pasqua!!!



Il giorno di Pasqua è stato benedetto con la prima pioggia. Dal primo di novembre qui a Tanguiéta non avevamo mai visto scendere una goccia dal cielo, mentre oggi...un temporale di un'ora e mezza ha innondato l'ospedale.

Si tratta della Pioggia dei Manghi.
Nella stagione in cui maturano i manghi è prevista una pioggia a cui poi seguirà il "vero" caldo a detta dei locali...
Peccato che qui ci sono già 40° all'ombra, non immagino come possa essere più caldo di così!
Comunque tempo un mese e arriverà la stagione delle piogge, ma purtroppo noi non riusciremo a vederla, perchè a causa di motivi lavorativi, il nostro rientro è anticipato al 4 maggio!

Ancora un mese e poi si ritorna!
Buona Pasqua a tutti!!!
p.s. mi chiedono dall'italia quali sono i piatti tipici pasquali qui...ovviamente non ce n'è, ma ci sono tantissimi e succulentissimi manghi!

domenica 7 febbraio 2010

PARCO NATURALE DELLA PENDJARI



Siamo riusciti ad addentrarci un paio di giorni nel parco naturale del Pendjari (ai più tristemente famoso per le sorti di Fausto Coppi) e ci siamo lasciati avvolgere dalla selvaggia savana.
Scovare le diverse specie di gazzelle e antilopi e correre affianco a loro, osservare una miriade di uccelli dai colori e le forme ammalianti, essere circondati dai babbuini, vedere le immersioni ed emersioni degli ippopotami, prendere il sole insieme ai croccrodilli dai denti aguzzi, sorridere di fronte ai simpatici facoceri, trovarsi di fronte ad una mandria enorme di bufali, lasciarsi incantare da un gruppo di elefanti dalle orecchie grandi con i loro cuccioli, essere spiati dai leoni.
Quante emozioni suscita vedere tutti questi animali nel loro habitat naturale. Il cerchio della vita.
Non sei tu che guardi gli animali ma loro che ti fissano e ti chiedono che cosa ci fai li.
Chi l’avrebbe mai detto che un elefante possa passare a pochi metri di distanza senza che tu uomo occidentale te ne accorga? Il mimetismo della fauna qui è impressionante, i colori dei diversi animali corrispondono esattamente a quelli della savana (tutte le tonalità di marrone, i grigi, il nero, il giallo con le sue sfumature, qualche colpo di verde). Capisci l’importanza dell’acqua che da la vita nel vedere le gazzelle che vengono con i loro piccoli ad abbeverarsi alle pozze.


Paolo e Laura











































venerdì 25 dicembre 2009

Buon Natale!

Tra il canto delle cicale

ed il fruscio del vento sulle foglie del mango,

nasce anche qui il bambinello,

sotto una coperta di stelle.

Che il sorriso di Gesù, bambino,

possa scaldare sempre i vostri cuori.

Buon Natale

Paolo e Laura

venerdì 11 dicembre 2009

Eccomi di nuovo!

è praticamente un mese che non riusciamo ad accedere ad internet, ma va bene così!

Dopo mezz'oretta sono riuscita a caricare ben una foto a bassissima definizione! Eccomi qua nel mio lavoro mattutino alla fitoterapia.

Prima di andare a scuola (che inizia alle 10) aiuto a preparate le tisane curative, incollo i sacchettini li riempio e li richiudo. Sullo sfondo vedete la cara "maman" che lavora con me. Qui si è tutti parenti: Maman, papa, frer e sour...

I bambini della scuola mi chiamano "Masser" che sarebbe "sorella mia", è bello sentirsi chiamare così. Ma a poco a poco iniziano anche a pronunciare abbastanza bene il mio nome. prima mi chiamavano Douda, perchè è un nome che esiste qui, la "L" è molto difficile per loro, non so perchè.

Ci sarebbero mille cose da scrivere, spero di riuscire a riconnettermi prima di Natale.

P.S. qui ci son 38 °